Se risulterà vera la notizia fornita in questi giorni dai quotidiani locali, secondo la quale verrebbe nominata giudice del Tar nientemeno che la convivente del senatore Zeller, non si fa altro che confermare quanto Roma sia sempre più distante da Bolzano. Infatti, non è pensabile che a Roma non siano consapevoli della situazione locale. Delle due l'una: o sanno perfettamente quello che fanno e quindi la scelta è un vero schiaffo alla terzietà del giudice, che si troverebbe - come minimo - quindi nell'imbarazzo di doversi astenere ogni qual volta il proprio convivente sia patrocinatore, e pare che lo sia spesso, proprio davanti al collegio giudicante di cui la stessa fa parte, oppure non sanno assolutamente 
di chi stanno valutando i curricula, dimostrando assoluta superficialità su un tema importantissimo come la giustizia amministrativa; in entrambe le ipotesi dimostrano unicamente disinteresse verso questa terra particolarissima, che avrebbe invece necessità di notevole attenzione.
Tutto ciò in ogni caso stride fortemente con i principi di una sana giustizia soprattutto se riferita a quella amministrativa, che deve giudicare prevalentemente le questioni inerenti la provincia di cui il senatore - per effetto del noto principio dei vasi comunicanti "SVP = Provincia" - è esponente.