Il centro destra

Mag. 19 2013

Troppo facile chiedere agli avversari che ha sempre osteggiato in maniera a dir poco riprovevole e con immeritevoli saccenza e presunzione, di andarsene tout court. Troppo facile farlo soprattutto quando si ha la consapevolezza di aver perso tutto. Troppo facile farlo quando

si ha la certificazione dell'esito uscito dalle ultime politiche di non contare più nulla. Dopo aver contribuito notevolmente a distruggere tutto. Tali dichiarazioni chiariscono, se ancora ce ne fosse stata necessità, che il centro destra italiano si trova sull'orlo di un irrecuperabile baratro. Per colpa di questo o di quello, ormai non importa. L'unica costante di questa situazione è l'assoluta personalizzazione della cosa pubblica. Anche un partito è cosa non di uno, ma dei suoi iscritti e militanti. Se non si ammette che è assolutamente necessario un radicale processo (ri)fondativo del centro destra evitando l'assurdo arroccamento sulle rispettive posizioni, si vive in una palese bugia. Che come tutte le bugie avrà le gambe corte, anzi così corte che a ottobre verrà inesorabilmente smascherata. Qualcuno ha già posto paletti, qua e la, ponendo condizioni non negoziabili. Il solito gioco della vecchia distruttiva politica da prima repubblica. Faccio la mossa e ti chiedo l'impossibile per far vedere alla gente che la colpa a solo tua se non accetti. Tutto quello di cui non c'è proprio bisogno. Invece il processo di costruzione del centro destra, lungi dal dover essere il risultato di proposte oscene di inglobamento di un soggetto nell'altro (perché di questo si tratta), passa necessariamente per un totale azzeramento e la successiva la creazione di un soggetto unico, territoriale, data la negativa e decennale esperienza negativa con Roma, e partecipato. Ma soprattutto nuovo, che si sostituisca a tutte quelle sigle che altro non sono se non gli arroccamenti personali di questo o di quello, dove nessuno possa mai avanzare la pretesa di pesare di più dell'altro e pretendere di conseguenza. Chiamatele primarie, congressone con tutte le forze di area o come volete, ma che ci si unisca in un soggetto politico di raccolta, che esprima democraticamente una dirigenza e che passi urgentemente ad occuparsi delle prossime provinciali. Diversamente, il centro destra si prepara ad affrontare un immediato futuro suicida. Dal quale sarà difficilissimo rialzarsi.